Benvenuti in Valle Stura!

Oggi ci troviamo a Vinadio, una ridente cittadina a 797 metri sopra il livello del mare a pochi chilometri dal valico alpino del colle della Maddalena, che mette in comunicazione la valle Stura con la val d’Ubaye in Francia.

Oggi faremo due passi nella Storia: siete pronti? 

Ci troviamo di fronte al Forte Albertino, che è ormai il simbolo di questo paese e della valle intera.

Questa fortezza è stata voluta nell’Ottocento da Carlo Alberto di Savoia, dopo l’abbattimento del forte di Demonte per sbarrare l’accesso alla pianura dal colle della Maddalena.

I lavori durarono dal 1834 al 1847 con un’interruzione di 2 anni. Nella costruzione furono impiegate circa 4000 persone, che non provenivano solo dalla provincia cuneese, ma anche dal biellese e dal bergamasco. La sua lunghezza in linea d’aria è di 1200 metri, ma il percorso che si sviluppa su tre livelli (Fronte Superiore, Fronte d’Attacco e Fronte Inferiore), è di circa 10 km.

Durante la seconda guerra mondiale gli Angloamericani lo bombardarono (tuttora si possono vedere ancora delle tracce), siccome era occupata da alcune truppe tedesche che, scappando, fecero esplodere alcuni locali adibiti a polveriere.

La fortezza fu sempre utilizzata come carcere e\o deposito militare

Nel dopoguerra questa fortificazione venne abbandonata, poi ripresa e in parte ristrutturata. Attualmente ospita il museo “Montagna in movimento” e spesso è luogo di manifestazioni ed eventi. 

Nel 2014 ai piedi delle mura è stato creato un piccolo lago balneabile alimentato dalle acque della fonte di Podio Sottano.

Prendetevi del tempo per passeggiare e per rilassarvi, ci vediamo alla prossima tappa del nostro viaggio nella provincia Granda!

 

 

Eccoci arrivati in Valle Maira, una valle incantevole dalle strade tortuose che portano in posti di incantevole bellezza.

Oggi ci fermeremo in un posto magico, alla cappella di San Salvatore a Macra.

Quante volte i viaggiatori e i frequentatori della valle, ma anche i valligiani stessi, ci passano di fianco e non sanno l’immensa bellezza che nasconde questo luogo? Tante!

Ebbene sì, si tratta di una piccola cappella situata a pochi passi dalla strada che va da Dronero verso l’alta valle. È circondata da una piccola collina verde con arbusti qua e là ed è anche un’area ambita da chi ama fare pic-nic durante la bella stagione.

 

Noi non ci fermeremo ad ammirarla da fuori, perché l’obiettivo del nostro cammino è quello di ammirare ciò che ci circonda da vicino, innamorarci del patrimonio artistico e della natura incontaminata.

 

Che ne dite, entriamo?!

 

Eccoci!

Una meraviglia, vero?

Pensate che è una delle più antiche testimonianze di insediamenti cristiani nella zona. Fu infatti fondata dai monaci di Oulx intorno al XII secolo e nel Trecento passò sotto la giurisdizione della Pieve di Santa Maria di Caraglio.

Potete ammirare con i vostri occhi alcuni affreschi tardo-romanici che ci raccontano momenti dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Ai lati del presbiterio si possono ancora intravedere a sinistra scene che ritraggono Adamo ed Eva, una battaglia dell’Antico Testamento e in basso un suonatore di flauto nell’intento di eseguire un canto funebre. A destra una danzatrice in abiti d’epoca accompagnata da un suonatore di cetra, che richiama alla memoria la danza di Salomé di fronte al padre Erode. Al di sotto vi è la scena dell’offerta del grano di Caino e Abele.

Nell’abside, invece, ci sono quattro riquadri intervallati da tre monofore che racchiudono i dodici apostoli. Questi affreschi coprirono altri affreschi più antichi.

In alto invece potete osservare i quattro evangelisti separati dal Cristo in mandorla che iniziano la stesura del proprio vangelo.

Sui piedritti dell’arco troviamo altri due affreschi tardo-gotici che rappresentano a sinistra Santa Caterina con la ruota del martirio, a destra Sant’Antonio abate e in alto la scena dell’Annunciazione.

Tutte queste opere sono state accostate a due artisti di quella epoca: il Maestro di Lusernetta e Giacomo Jaquerio, ma non vi sono fonti certe.

 

Prendetevi del tempo per godervi questa bellezza prima di uscire.

 

Alla fine di questa breve visita, vi auguro di prendervi del tempo dopo le vostre escursioni o passeggiate in montagna e andare alla ricerca di questi gioielli nascosti.

Raccontano il passato delle nostre montagne e di chi lì é nato, cresciuto e passato a miglior vita.

Non smettete mai di stupirvi dell’arte che vi circonda,
di quello che ci é stato lasciato in eredità tanto tempo fa.

Raccontano le radici di ognuno di noi.

 

Chiudiamo la porta dietro di noi, riprendiamo gli zaini e rimettiamoci in cammino.

La strada davanti a noi è ancora lunga!

 

 

 

É possibile visitare la cappella grazie al progetto “chiese a porte aperte” che permette di aprire autonomamente alcuni beni culturali ecclesiastici del Piemonte e della Valle d’Aosta con l’ausilio di un’app. Ulteriori informazioni le potete trovare qui http://www.cittaecattedrali.it/it/chiese_aperte