Servan de Jacarin, il servan della Valle Grana

In Valle Grana si raccontava la storia del Servan de Jacarin. Questo personaggio viveva in una caverna del monte Jacarin ed era solito indossare una tonaca in pelle di tasso e delle scarpe con la suola in legno e con la tomaia in corteccia di castagno. Era un buon conoscitore delle erbe medicinali, delle radici e dei fiori, tanto da passare le nottate a raccoglierle nei pascoli dell’altra valle. Quando incontrava una camoscia, si cibava furtivo del suo latte: ne andava davvero ghiotto. In autunno, quando saliva la nebbia, i valligiani dicevano che era il Servanot che si stava scaldando bruciando i rami verdi; così facendo, i rami non ancora secchi creavano il fumo, che pervadeva tutta la valle. Questo però avveniva solo di notte, perché di giorno, il Servan de Jacarin se ne stava bello bello a dormire nella sua caverna, essendo un essere molto schivo, un po’ come le marmotte che popolano la valle. Gli uomini e le donne che lavoravano assiduamente nei campi, infatti, pensando alla condizione di questo personaggio, non facevano che ripetere “ah, poter fare come il Servan de Jacarin che dorme tutto il santo giorno!”.
Mi raccomando, quando camminerete lungo i sentieri della valle, fate attenzione, potreste ancora imbattervi in questo piccolo essere o disturbare il suo sonno!

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