È un momento difficile, eh sì, se ne sono già dette tante a riguardo. Le notizie tristi sono diventate parte del nostro monotono quotidiano e sembrano farci allontanare sempre più dai nostri piani estivi, a tal punto da farci rinunciare ad immaginare le nostre vacanze.

Viaggiare con la mente è un piacere che nessuno vuole negarsi, ma farlo fisicamente, ha sicuramente tutto un altro gusto!
 
Quante volte andiamo in capo al mondo e ci accorgiamo di avere di fronte a noi montagne, monumenti, paesaggi che ricordano quelli di casa, facendoci così sentire fortunati e, perché no, anche un po’ nostalgici.

Credo che questo sia il momento giusto per andare alla scoperta del patrimonio locale, quello che ci circonda e che il più delle volte non consideriamo, perché siamo troppo presi dalla nostra routine fatta di orari stretti e di mille pensieri per la testa.

Siamo sinceri, molti di noi sono ignari delle bellezze e del gran potenziale di queste vallate, perché è più facile denigrarlo o sottovalutarlo che impegnarsi a scoprirlo!
Ecco, caro lettore, questa è l’occasione perfetta per recuperare il tempo perduto e per ricredersi.

Come immaginarsi l’estate che verrà? Ovviamente immersi nella Natura. Sì, quella con la N maiuscola. Lì sono nascosti i veri gioielli del nostro territorio, la Storia, le tradizioni, l’arte, la scienza e anche il divertimento.

Vi immaginate che bello camminare o andare in mountain-bike lungo i sentieri di montagna o di collina? Al momento sembra un sogno, ma noi lo faremo naturalmente… distanziati!

Lo so, in questi giorni non facciamo altro che sentire “distanziamento sociale”, ci trapana il cervello e spesso ci spaventa. Dobbiamo dirlo, non ha un suono molto dolce, ma è la descrizione di ciò che ci sta accadendo e di ciò che ci aspetta. 

Ho deciso di utilizzare il motto “naturalmente… distanziati” perché chiunque frequenti la montagna e la natura in generale, sa che l’essere distanziati durante un’escursione è normale, ognuno prende il proprio passo, ma ciò non vuol dire essere soli: è pur sempre un momento di condivisione.

Quante volte la distanza in natura ci permette di ammirare animali selvatici nella loro quotidianità e di godere di fenomeni naturali unici. 

La distanza diventerà il modo per prendersi il proprio tempo, per ascoltare il proprio corpo e per godersi la vista.

Durante le vostre avventure in queste valli affidatevi ai professionisti del turismo che vivono IN e soprattutto PER questi  luoghi. Chi meglio può raccontarvi aneddoti, storie e curiosità di un’area, se non ci investe tempo, vita e denaro per essa?

Chi come me, Marika della Pangea Viaggi Incoming, accompagnatrice turistica e tecnico specializzato in ospitalità turistica nelle vallate cuneesi, ama le proprie radici e il proprio territorio, sceglie ogni giorno di investire tempo, studio e tanto lavoro al fine di passare la propria passione a chi ha davanti e a chi sta leggendo queste parole.

C’è chi ha deciso di lanciarsi in un mondo nuovo, lontano anni luce dalla propria professione, come Gabriele e Franco de “L’ostello del Monastero“, una struttura ricettiva in una piccola frazione di Dronero, all’interno di un antico monastero cistercense femminile del XII secolo. Il loro scopo è far rinascere e rendere fruibile i beni della bassa valle Maira. Come? A piedi o in bicicletta! Il loro ostello dà riparo e la possibilità di scoprire i piatti della tradizione a tutti i viandanti.

Ostello del monas

Diego e Marco di Cycling Nature hanno fatto del loro hobby il loro secondo lavoro. Vi trasmetteranno l’amore per la mountain-bike e vi condurranno in alto, su per i colli alpini e le dorsali dai panorami mozzafiato. Con loro saluterete il monte Bersaio e la Meja per poi concedervi una meritata pausa al pian della Gardetta oppure macinerete chilometri lungo i sentieri montani verso il vostro meritato piatto di gnocchi al Castelmagno.
Insomma, noi come tanti altri professionisti con cui collaboriamo, siamo qui naturalmente… distanziati per rendere le vostre vacanze a km0 (o quasi) impeccabili e indimenticabili, perché crediamo in questo territorio, nelle sue potenzialità e siamo pronti a investire tutte le nostre forze per farvelo amare come mai prima d’ora avete fatto!

Caro lettore,

Benvenuto nelle Terre Occitane!

Sì, ora ti starai chiedendo dove sono queste vallate e perché occitane, ma non ti preoccupare, ti accompagnerò alla scoperta di questo angolino della nostra bella Italia e ti chiarirò tutte le idee.

Queste valli sono un po’ nascoste tra le Alpi piemontesi, ma si sa, è proprio nei luoghi più remoti che si nascondono le grandi bellezze.

Le vallate occitane si trovano in provincia di Cuneo, dalla valle Po all’alta valle Tanaro. In realtà le terre occitane si sviluppano dal cuneese fino ai Pirenei, comprendendo tutto il Midi francese, a cui vanno poi aggiunte alcune valli torinesi ( Chisone, Susa, Germanasca, Pellice), Olivetta San Michele e Guardia Piemontese.

Noi percorreremo passo dopo passo le valli occitane cuneesi. Qui si parla ancora la lingua d’oc, occitana, quella utilizzata dai trovatori per cantar l’amor cortese: una lingua affascinante, impregnata di storia e di valori.

Non fatevi scoraggiare dal viaggio per raggiungere Cuneo o Saluzzo, perché ne varrà davvero la pena. Arrivando vedrai aprirsi davanti a te un anfiteatro fatto di montagne che toccano e spesso superano i 3000 metri. In quel momento inizierai ad assaporare ciò che queste valli possono darti.

“Le montagne sono le grandi cattedrali della terra”, disse John Ruskin ed è la sensazione che proverai quando ci troveremo in alta montagna davanti al maestoso massiccio dell’Argentera o di fronte al nostro Re di Pietra, il Monviso.

È giunta l’ora di mettersi in cammino a passo lento e costante, ma prima facciamo lo zaino: vestiti confortevoli, crema solare, scarpe comode, una borraccia  e la macchina fotografica. Non serve altro, il resto lo troveremo lungo il cammino.

Partiamo!

Le vallate cuneesi non sono solo un luogo per far sport o per soddisfare il palato e la voglia di natura, ma anche un set cinematografico. Sempre più spesso vengono girati film che raccontano pezzi di vita di una vallata come ne “il vento fa il suo giro”(2005).

Il regista di questa pellicola cinematografica è Giorgio Diritti e lo sceneggiatore Fredo Valla. Racconta una storia realmente accaduta a Ostana, in valle Po. Nel film il tutto è ambientato in Valle Maira nella borgata di Ussolo, una frazione di Prazzo, chiamato Chersogno, riprendendo il nome del monte Chersogno. Il titolo, invece, riprende un proverbio occitano: “Le cose sono come il vento, prima o poi ritornano”

La pellicola ci racconta appunto di una piccola borgata alpina dell’Alta Val Maira, Chersogno, dove vivono soprattutto anziani durante la stagione fredda, che diventa un luogo di villeggiatura durante quella calda. Un giorno arriva Philippe, un uomo di origine francese. Egli è un ex professore che ha scelto di lasciare il suo lavoro per andare a vivere in montagna e produrre formaggio di capra, ricavandolo dal latte del suo gregge. Si trasferisce con la sua famiglia: essi sono scappati dal proprio paese, per via della costruzione di una centrale nucleare in prossimità dei prati in cui lasciavano pascolare i loro animali. Subito vengono accolti con dei festeggiamenti, il discorso del sindaco e un rinfresco. Col passare del tempo, però, la gente del posto inizia a non più sopportare questi “forestieri”, i quali non rispettano le loro tradizioni e hanno costumi diversi dai loro. Li accusano di invadere i loro terreni con le capre e di infettarli con le carcasse dei loro animali morti. Arriveranno anche a mandare l’ASL a controllare i locali in cui mettono a stagionare i formaggi e dove li producono. La convivenza diventa sempre più ostile, finché Philippe con la moglie e i tre figli decidono di partire e lasciare definitivamente quel paese, lasciando la sua gente nuovamente alla loro mentalità chiusa, poco incline allo scambio di valori, che precluderà di conseguenza uno sviluppo umano.
Vediamo descritte due diverse vite: quella di coloro che ricercano le sensazioni primordiali dell’esistenza ritornando alla vita da pastori e facendo di tutto per costruirsi un nuovo futuro e quella di chi vive ormai nella rassegnazione e non ha più la spinta al cambiamento, diventando così un ostacolo.
Un film che fotografa perfettamente lo stato di abbandono di molte borgate alpine del cuneese e che racconta anche la gelosia di chi vive lì nei confronti di ciò che rimane. L’immagine che viene data in questo film è in parte vera, ma non lasciatevi ingannare: qui la gente è anche molto accogliente e ospitale. Provare per credere!

 

Eccovi il trailer: https://youtu.be/zVAF0A0_i2U